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I Sammartini
 
 
 


Gli ordini religiosi

 

 


La Santa Sede e i Vescovi diocesani hanno il diritto ed il dovere di vigilare sulla vita delle associazioni, sopratutto nell’ambito dell’integrità morale, della fede e della disciplina ecclesiastica (Diritto Canonico art. 305).
Nelle fasi di riconoscimento la prima tappa è il conseguimento del diritto diocesano come "Associazione privata", che dopo un tempo ad experimentum può ottenere il riconoscimento come "Associazione pubblica".
Per quanto riguarda il riconoscimento da parte dell’autorità della Chiesa, il Codice di Diritto Canonico distingue due diversi gradi di riconoscimento:
a) riconoscimento di diritto diocesano come "Associazione Privata di Fedeli" o "Associazione Pubblica di Fedeli" da parte dell’ordinario diocesano (il Vescovo);
b) riconoscimento della Santa Sede come "Associazione Internazionale Privata di Fedeli" o "Associazione Pubblica di Fedeli" da parte del Pontificio Consiglio per i Laici. Le possibilità di configurazione di una "Associazione di Fedeli" dipende dalla sua costituzione interna e non dal "grado di riconoscimento"

1) Una "Associazione Privata di Fedeli" si caratterizza per impegni o "promesse" private che alcuni membri assumono; il ramo maggiormente sviluppato è laicale, pur avendo stati vocazionali presenti;

2) Una "Associazione Pubblica di Fedeli" ha come ramo maggiormente sviluppato quello in cui i propri "membri consacrati" fanno voti o promesse pubbliche", configurandosi dunque come un "movimento" o un’associazione al cui interno è maggiormente presente uno stato di vita religioso o secolare;

3) Se una Comunità non avesse una presenza di stati vocazionali tali da giustificare la configurazione come "Associazione Pubblica di Fedeli" si configura come "Ordine Religioso" .



 
 
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