- Comunità di San Martino di Tours

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Chi siamo
 
 

Il Fondatore

 
 

Giuseppe Agosta

 

(Siracusa, 23 agosto 1948 – 6 maggio 2021)

 


Il giusto anche se muore di morte immatura, sarà beato,
poiché vecchiaia veneranda non è quella di una lunga vita,
né quella che si misura col numero degli anni,
ma la sapienza costituisce la veneranda canizie dell'uomo
e vera età senile è una vita immacolata.
Divenuto caro a Dio fu da Lui amato
ed Egli lo tolse di mezzo ai peccatori tra i quali viveva.
Fu rapito affinché la malizia non mutasse la sua mente
e la fallacia non traesse in inganno l'anima sua,
pouché il fascino del vizio oscura il bene
e l'agitazione della passione travolge l'animo semplice.
Divenuto perfetto,
in breve tempo compì le opere di una lunga vita.
La sua anima era gradita a Dio,
perciò Egli si affrettò a toglierla di mezzo agli iniqui.
I popoli hanno visto, ma non compreso,
e non viene loro neppure in mente che Egli, così facendo,
usa favori e misericordia ai suoi eletti
e protegge i suoi devoti.
Il giusto che muore condanna gli empi che vivono
ed una gioventù, giunta alla perfezione,
condanna una lunga vecchiaia perversa.

                                                    (Sapienza 4, 7-16)


 
 


Il Fondatore e primo Presidente della Comunità di San Martino di Tours Giuseppe Agosta  era nato a Siracusa il 23 agosto 1948. Dopo aver completato gli studi presso l'Istituto Tecnico Commerciale Statale "A. Rizza" di Siracusa, si iscrisse alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Catania.
Subito dopo aver conseguito il diploma di maturità commerciale, si impiegò in una struttura dell’indotto industriale siracusano. Quattro anni dopo fu assunto dall’azienda bancaria Banca di Credito Popolare di Siracusa, dove ha prestato il suo pluriennale servizio fino alla pensione. Fervente cattolico praticante a partire dal 1990 cominciò a impegnarsi nel volontariato volgendo la sua attenzione alle problematiche della gioventù tossicodipendente nell'intento di attuarne il recupero. In quest'ottica, seguendo intuizioni private, nel maggio 1997, fondò la Comunità di San Martino di Tours, dando vita per venticinque anni, a tutti i progetti dell’associazione, creati per contrastare il disagio nel territorio siracusano in tutti i suoi molteplici aspetti.

 
 

GIUSEPPE AGOSTA: IL CORAGGIO  DI OSARE PER AMORE

 


Giuseppe Agosta, scomparso a Siracusa lo scorso 6 maggio, apparteneva ad una categoria umana non comune. Apparteneva ai "capaci per amore".
La sua "Comunità di San Martino di Tours" nel capoluogo aretuseo da circa trent’anni è la prova evidente che i "capaci per amore" riescono a costruire realtà nuove, positive, encomiabili. Alla faccia dell’apatia che dilaga in tanti ambienti!
Lui, in nome dei reali valori della solidarietà cristiana, assieme a siracusani non "sciroccati", ha fatto valere inventiva, buona volontà, per vivere attivamente e profeticamente il senso della storia  nel territorio della Chiesa locale. Con tenacia si è messo dalla parte degli ultimi, degli emarginati, dei veri poveri del nostro tempo.
In sinergia con la Caritas diocesana, con i suoi numerosi e generosi volontari, in via Nome di Gesù, ogni giorno ha condiviso  concretamente i bisogni più elementari della gente in difficoltà.
Per le sue attività assistenziali, Giuseppe Agosta è stato un "capo" carismatico e nello stesso tempo riservato, segno della "follia" dell’amore verso il prossimo. La sua associazione ha da sempre seguito un proprio statuto per caratterizzare e guidare le attività assistenziali: una sorta di "regola" religiosa per i laici del nostro tempo, per disciplinare i servizi nel migliore dei modi. Ogni attività non può, infatti, essere affidata semplicemente alla "buona sorte".
Una formula "per capaci" che ha trovato crescenti consensi e adesioni, con volontari che lavorano con la logica del "team", del gruppo che pone direttamente i bisogni al centro dell’attenzione.
Giuseppe Agosta si è sempre speso senza badare a sacrifici, ha davvero reso testimonianza alla migliore carità cristiana, in assoluta dedizione. Ha vissuto con coraggio le sue giornate, credendo nella sua missione. Non ha mai conosciuto la stanchezza della noia, né la frustrazione del tempo sprecato. Animatore di nuove speranze, ha conosciuto bene invece la voglia di partecipare, di smuovere e di scuotere.
Tanti suoi volontari hanno imparato da lui a saper gustare la gioia dell’impegno, a saper soffrire per vedere realizzati i propri ideali. I suoi amici hanno appreso il rifiuto della mediocrità, condividendo il libero ed esaltante coraggio di osare in nome della vera coerenza, sfidando in ogni stagione i meschini calcoli dei "prudenti" per tornaconto, le resistenze dei benpensanti in pantofole.
Sono soltanto alcune delle sue forti indicazioni di vita di questo indimenticabile figlio della nostra terra.

                                                                                                                                       Gianni Failla

(da "Cammino" del 7 maggio 2021)

 

 
 
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