|
Il Culto di S. Martino |
|||||
|
|
|||||
|
|
|
||||
|
|
|||||
|
Dopo la morte, San Martino divenne subito un santo popolarissimo in Francia e nel resto d'Europa, al punto che, insieme a San Giorgio, divenne il modello del perfetto cavaliere cristiano. La raffigurazione più frequente del Santo rievoca l'episodio del mantello, ma a volte, San Martino è rappresentato con un'oca: il motivo è da ricercarsi in una leggenda secondo la quale, quando a furor di popolo Martino fu acclamato vescovo di Tours, poiché non si riteneva degno di un così grande onore, fuggì in campagna, e si nascose nella stalla di un casolare, ma la stalla era piena di oche che con il loro starnazzare svelarono il nascondiglio di Martino alla gente che lo stava cercando.
|
|||||
| . | |||||
![]() |
|||||
|
Albrecht Durer: Incisione raffigurante San Martino (1494) |
|||||
| . | |||||
|
Quella dell'11 nov. era una festa pagana di origine antichissima, propria della tradizione celtica: grazie a San Martino, è entrata a far parte delle feste cristiane. Secondo alcuni la tradizione di mangiare l'oca ai primi di Novembre non è altro che la conseguenza del fatto che in questo periodo le oche selvatiche migrano verso sud e quindi è più facile cacciarle. Nell'Ottocento e fino ai primi del Novecento l'oca era anche un mezzo di scambio. Fittavoli e mezzadri, infatti, pagavano ai nobili proprietari terrieri una parte di quanto loro dovevano con delle oche. Inoltre i contadini portavano le oche al mercato, dove le scambiavano con stivali come ricorda la fiera di S. Andrea a Portogruaro nel Veneto , detta «Fiera delle oche e degli stivali».
|
|||||
|
In alcune zone del nord Italia, la tradizione popolare ha trasformato il Santo in un personaggio diverso da quello casto e mite che era stato ed ha finito per attribuirgli il patronato della gioia disordinata dei giocatori, dei beoni, dei mariti ingannati. Il motivo di ciò è da ricondursi al fatto che, nei giorni in cui ricorre la festa del SAnto, si compie la svinatura, che offre l'occasione per dare vita a festose ed abbondanti libagioni e a conviti. S. Martino è perciò rappresentato come ubriaco nell'atto di somministrare bastonate a destra e a manca. Tra i cibi di rito, il tacchino, la cicerchiata (ciambella di pasta dolce) e dolci da inzuppare nel vino (i sammartini). L'11 novembre, specialmente nei paesi di clima freddo, segna l'inizio dell'inverno per cui spesso si registrano usanze assai simili a quelle del 1° gennaio o del Carnevale. Nell'Italia settentrionale l'11 novembre è una delle date tradizionali per la scadenza dei contratti agrari. Secondo un proverbio l'estate di S. Martino durerebbe tre giorni; secondo un altro proverbio se piove a S. Martino pioverà per altri quaranta giorni.
|
|||||
|
In tutto il mondo a S. Martino sono dedicate oltre 11000 parrocchie. In Francia gli sono dedicati oltre 500 fra villaggi e frazioni, e circa 4000 parrocchie portano il suo nome. In Belgio gli sono dedicate 382 chiese. Anche in Italia a San Martino sono dedicate numerosissime chiese e il Santo è patrono di centri come Capriglio - Montemagno - Villafranca d'Asti San Martino è considerato il patrono dei soldati e dei cavalieri e, per il suo atto di carità, dei medicanti. Tuttavia, per via del mantello, è considerato protettore dei sarti; per la cinghia, alla quale era appesa la sua spada, dei conciatori di pelli e dei lavoratori del cuoio. Poiché, secondo una tradizione, una volta cambiò l'acqua in vino, è patrono degli osti, dei fabbricanti di brocche, dei bevitori e degli ubriachi. Poiché in occasione della sua festa si beve il vino nuovo, Egli è anche considerato il patrono dei viticultori e dei vendemmiatori.
|
|||||
|
Gli emblemi del Santo sono: |
|||||
|
il bastone pastorale – il globo di fuoco - il mantello |
|||||
|
Il termine architettonico «cappella» deriva da un piccolo edificio all'interno del quale i sovrani merovingi tenevano una reliquia del Santo, probabilmente un frammento del suo mantello (cappa), parola tardolatina che indicava un pesante mantello protettivo. |
|||||
|
Nelle Fiandre e nelle zone cattoliche della Germania e dell'Austria, l'11 novembre, giorno della festa di San Martino, i bambini partecipano a una processione di lanterne, che è preceduta da un uomo che, vestito come San Martino, cavalca in testa alla processione. I bambini cantano canzoni sul Santo e sulle loro lanterne. Di recente, nonostante il fatto che le Chiese Protestanti non pratichino il culto si santi, la processione delle lanterne si è diffusa anche nelle aree protestanti della Germania. |
|||||